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30 ott 2014

I droni al servizio della sicurezza

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L’impiego dei droni nel campo della sismologia è già realtà. Lo testimonia una ricerca di un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato dai geologi dell’Università di Milano-Bicocca.

Il metodo coniuga un altissimo dettaglio con una visione sinottica dall’alto, raggiungendo così la più alta precisione possibile nella mappatura delle strutture a rischio sismico, fondamentale per una migliore comprensione di questi fenomeni. Inoltre il drone può riprendere anche le pareti rocciose verticali, dove i rilievi da satellite sono impossibili.

Sull’argomento, Il Foglietto ha intervistato Alessandro Tibaldi, professore associato di Geologia strutturale nel Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra dell’Università di Milano-Bicocca.

ASCOLTADrone

21 ott 2014

L’alluvione di Genova

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Una carrellata di una quindicina di minuti sugli eventi estremi, dalla cronaca recente alle problematiche globali.
A partire, cioè, da come è stato trattato mediaticamente l’evento di Genova (fra presunti errori nelle previsioni ed eccessiva enfasi alle prestazioni dei modelli numerici), proseguendo con il rispondere alla domanda se (e in che senso) sono aumentati gli eventi estremi sul nostro Paese, e quanto ciò possa essere in relazione con il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici, fino alla inequivocabilità della responsabilità antropica di questi ultimi (anche se il tempo era ormai agli sgoccioli e mi è mancato lo spazio da dedicare ai dati di concentrazione di gas serra pre- e post- era industriale, risposta quindi incompleta ma sarà per la prossima occasione) ed a quale livello di autorevolezza scientifica bisogna ricondurre la trattazione ormai sistematica ed inconfutabile del global warming e delle sue cause.
Senza tralasciare, qua e là, qualche importante concetto, a partire dalla differenza fra il mestiere di meteorologo e quello di climatologo, e dalla deontologia che va (andrebbe) rispettata quando il primo sconfina nel campo del secondo e viceversa.
Grazie a chi la vorrà ascoltare. FRTHI

18 ott 2014

Variabilità del livello del mare in cinque cicli glaciali

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I lenti cambiamenti del livello del mare attraverso i secoli, sono strettamente correlati alle variazioni
del volume dei ghiacci (o criosfera), che ricoprono molte regioni del nostro pianeta.
Di conseguenza, analizzando alcuni indicatori come le antiche linee di spiaggia; le stalattiti e le
stalagmiti che si formano nelle grotte marine; i coralli fossili; i foraminiferi fossili è possibile
ricostruire il livello del mare di tempi remoti e di conseguenza dedurre i massimi e i minimi della criosfera
terrestre.
Tuttavia, quando si tenta di andare indietro nel tempo per più di 150 mila anni, cioè prima
dell’ultima glaciazione, i vari indicatori del livello dei mari, cominciano a scarseggiare e a rendere
difficile qualsiasi ricostruzione sicura.
Un’importante novità, che ha avuto gli onori della pubblicazione su un recente numero di “Nature”;
titolo dell’opera: “Variabilità del livello del mare in cinque cicli glaciali”, consiste in un metodo
affidabile per la ricostruzione dei livelli dei mari fino a 500 mila anni fa.
Dunque un bel balzo indietro nella storia.
Ne parliamo con uno degli autori della pubblicazione, il Dott. Fabrizio Marra, esperto presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Ascoltaci FRunnamed

08 ott 2014

L’ebola e la sua diffusione

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Da marzo, quando è scoppiata l’epidemia in Africa Occidentale, la comunità scientifica internazionale lotta contro l’Ebola. Finora sono stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per l’uomo. Fin dalla sua scoperta, il virus Ebola é stato responsabile di un elevato numero di morti. Verosimilmente il virus è trasmesso all’uomo tramite contagio animale. Il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti.

Ne parliamo con uno dei massimi esperti: il Prof. Massimo Galli, docente in malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e Direttore della Terza Divisione di Malattie Infettive presso l’Ospedale Sacco. ASCOLTA

 

 
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30 set 2014

La lingua italiana ha mille anni: intervista del Foglietto allo scrittore Enrico Bernard

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Come nasce l’italiano? Intervista al prof. Enrico Bernard, docente  presso la Scuola italiana del Middle Bury College a Vermont, che da poco ha pubblicato sul Forum italicum della Stony Brook (NYC), l’articolo scientifico dal titolo: L’ITALIANO HA MILLE ANNI, spunti drammatici sull’origine della lingua e della letteratura italiane in occasione della svolta millenaria del nostro idioma.

La lingua italiana è nata circa un millennio fa dalla trasformazione della liturgia drammatica in dramma liturgico. Attori di questo processo sono stati i “comici” che hanno sviluppato il dramma per la comprensione liturgica e per intrattenere il pubblico su temi religiosi conosciuti.

Si è innescato così un processo abbastanza rapido di abbandono del latino e involgarimento delle sacre rappresentazioni che, spostandosi dall’altare alle piazze, hanno preso la forma meno solenne di laudi e misteri buffi.

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