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    FAVOLE DI ANIMALI

  • A SPECIAL TRIP-TERESA AVERTA il 14/04/2018 07:40:35 (Favole, Amicizia)

    A Special Trip è un’avventura speciale, una storia piccola ma grande nell’insegnamento che lascia ai bambini. Essa nasce da un progetto interculturale di lingua inglese che ha come tematiche principali: l’amicizia e la conoscenza di una cultura diversa dalla propria. Nel contesto scolastico [...]

    A Special Trip è un’avventura speciale, una storia piccola ma grande nell’insegnamento che lascia ai bambini. Essa nasce da un progetto interculturale di lingua inglese che ha come tematiche principali: l’amicizia e la conoscenza di una cultura diversa dalla propria. Nel contesto scolastico educativo il progetto prevede un percorso di scoperta e conoscenza “dell’altro” attraverso lo storytelling, l’utilizzo della fiaba come strumento d’incontro, privo di barriere etniche e d’età, con l’obiettivo di affermare i valori comuni della condivisione, dell’accettazione e della socialità. È necessario far scoprire ai bambini l’universalità di questa forma d’arte: la narrazione che crea un mondo immaginario dove contestualizzare avventure e lingua straniera, portando i bambini a vivere l’atmosfera incantata e a identificarsi con i personaggi del racconto: Tina ed Eko. Un incantesimo che ci fa volare fino al mondo in cui vivono, si perché quando si legge l'anima vola e attraversa mondi incantati con la fantasia, creando meravigliose emozioni.

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  • UN SOGNO E UNA CHITARRA il 05/03/2020 03:19:11 (Libri)

    MORALE DELLA STORIA: mi sono accorta, rileggendola e ascoltandola che il protagonista -mio carissimo amico- che condivide come me e molti altri una passione (la bellezza dell’inutile, la meraviglia delle piccole cose, la spontaneità, l’autenticità di qualcosa che è bello in sé, lo stupore [...]

    MORALE DELLA STORIA: mi sono accorta, rileggendola e ascoltandola che il protagonista -mio carissimo amico- che condivide come me e molti altri una passione (la bellezza dell’inutile, la meraviglia delle piccole cose, la spontaneità, l’autenticità di qualcosa che è bello in sé, lo stupore di un dono o talento che non sai di avere) vale di più di ogni altra cosa. Qualcosa senza di cui possiamo vivere, ma senza il quale non possiamo sognare.
    Credo che la vera difficoltà stia nel capire davvero quale sia la nostra natura, quali siano le cose che ci rendono sereni, quali le passioni che ci fanno sentire vivi e pieni di gioia.
    Una volta che siamo arrivati lì, a fondo di quella questione, non possiamo più fingere. Ed è a quel punto che fare il primo passo diventa semplice, naturale, perché ci rendiamo conto che sarebbe molto più difficile non farlo, oltre che immorale per noi stessi. Bisogna cercare di opporre meno resistenza possibile alla propria natura. Spiegare una tale decisione alle persone che ci stanno vicino, non è facile, figuriamoci alla famiglia.
    Il nostro protagonista non ha avuto il coraggio di dare spiegazioni, forse perché nessuno gliele aveva chieste o perché nessuno ha sentito i suoi bisogni e ascoltato le sue necessità di bambino e di giovane poi.
    In qualche modo chi era stato vicino a Wolny, sapeva che questa era la cosa giusta per lui, per quanto si faticasse a capirla. Sapevano che quello era il suo sogno fin da bambino, la sua vita, la sua gioia, la sua speranza, e per essere davvero felice, non poteva fare altro che seguirlo quel sogno, e viverlo con una chitarra in mano.

    Teresa Averta

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  • UN SOGNO E UNA CHITARRA il 05/03/2020 03:19:41 (Libri)

    MORALE DELLA STORIA: mi sono accorta, rileggendola e ascoltandola che il protagonista -mio carissimo amico- che condivide come me e molti altri una passione (la bellezza dell’inutile, la meraviglia delle piccole cose, la spontaneità, l’autenticità di qualcosa che è bello in sé, lo stupore [...]

    MORALE DELLA STORIA: mi sono accorta, rileggendola e ascoltandola che il protagonista -mio carissimo amico- che condivide come me e molti altri una passione (la bellezza dell’inutile, la meraviglia delle piccole cose, la spontaneità, l’autenticità di qualcosa che è bello in sé, lo stupore di un dono o talento che non sai di avere) vale di più di ogni altra cosa. Qualcosa senza di cui possiamo vivere, ma senza il quale non possiamo sognare.
    Credo che la vera difficoltà stia nel capire davvero quale sia la nostra natura, quali siano le cose che ci rendono sereni, quali le passioni che ci fanno sentire vivi e pieni di gioia.
    Una volta che siamo arrivati lì, a fondo di quella questione, non possiamo più fingere. Ed è a quel punto che fare il primo passo diventa semplice, naturale, perché ci rendiamo conto che sarebbe molto più difficile non farlo, oltre che immorale per noi stessi. Bisogna cercare di opporre meno resistenza possibile alla propria natura. Spiegare una tale decisione alle persone che ci stanno vicino, non è facile, figuriamoci alla famiglia.
    Il nostro protagonista non ha avuto il coraggio di dare spiegazioni, forse perché nessuno gliele aveva chieste o perché nessuno ha sentito i suoi bisogni e ascoltato le sue necessità di bambino e di giovane poi.
    In qualche modo chi era stato vicino a Wolny, sapeva che questa era la cosa giusta per lui, per quanto si faticasse a capirla. Sapevano che quello era il suo sogno fin da bambino, la sua vita, la sua gioia, la sua speranza, e per essere davvero felice, non poteva fare altro che seguirlo quel sogno, e viverlo con una chitarra in mano.

    Teresa Averta

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  • UN SOGNO E UNA CHITARRA il 05/03/2020 03:20:16 (Libri, Letteratura)

    MORALE DELLA STORIA: mi sono accorta, rileggendola e ascoltandola che il protagonista -mio carissimo amico- che condivide come me e molti altri una passione (la bellezza dell’inutile, la meraviglia delle piccole cose, la spontaneità, l’autenticità di qualcosa che è bello in sé, lo stupore [...]

    MORALE DELLA STORIA: mi sono accorta, rileggendola e ascoltandola che il protagonista -mio carissimo amico- che condivide come me e molti altri una passione (la bellezza dell’inutile, la meraviglia delle piccole cose, la spontaneità, l’autenticità di qualcosa che è bello in sé, lo stupore di un dono o talento che non sai di avere) vale di più di ogni altra cosa. Qualcosa senza di cui possiamo vivere, ma senza il quale non possiamo sognare.
    Credo che la vera difficoltà stia nel capire davvero quale sia la nostra natura, quali siano le cose che ci rendono sereni, quali le passioni che ci fanno sentire vivi e pieni di gioia.
    Una volta che siamo arrivati lì, a fondo di quella questione, non possiamo più fingere. Ed è a quel punto che fare il primo passo diventa semplice, naturale, perché ci rendiamo conto che sarebbe molto più difficile non farlo, oltre che immorale per noi stessi. Bisogna cercare di opporre meno resistenza possibile alla propria natura. Spiegare una tale decisione alle persone che ci stanno vicino, non è facile, figuriamoci alla famiglia.
    Il nostro protagonista non ha avuto il coraggio di dare spiegazioni, forse perché nessuno gliele aveva chieste o perché nessuno ha sentito i suoi bisogni e ascoltato le sue necessità di bambino e di giovane poi.
    In qualche modo chi era stato vicino a Wolny, sapeva che questa era la cosa giusta per lui, per quanto si faticasse a capirla. Sapevano che quello era il suo sogno fin da bambino, la sua vita, la sua gioia, la sua speranza, e per essere davvero felice, non poteva fare altro che seguirlo quel sogno, e viverlo con una chitarra in mano.

    Teresa Averta

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